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Scozia infestata: leggende e fantasmi di Edimburgo

Edimburgo, capitale della Scozia, è una città colma di fascino e storia. Parte di questo fascino è dovuto alle numerose leggende di fantasmi, secondo le quali Edimburgo sarebbe addirittura uno dei luoghi più infestati d’Europa. Passeggiando di sera tra i suoi close, gli stretti vicoli caratteristici della città, non è difficile immaginare come queste storie abbiano preso vita.

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Vediamo allora alcune delle leggende di Edimburgo più spaventose.

Johnny One Arm

Il protagonista di una delle più celebri leggende di Edimburgo è John Chiesly, un uomo benestante che nel 1688 chiese il divorzio dalla moglie. Durante il processo il giudice George Lockhart stabilì però che egli avrebbe dovuto pagare alla moglie una somma consistente. John, furioso per la sentenza, un giorno seguì il giudice Lockhart all’uscita dalla chiesa.

Giunti nei pressi dell’Advocate’s Close, gli sparò, uccidendolo sul posto. Sfortunatamente per lui lo catturarono immediatamente e torturarono, amputandogli il braccio destro, col quale aveva sparato il colpo fatale.

Lo giustiziarono nella piazza di Grassmarket e lasciarono penzolare il corpo come monito per il resto della popolazione su quale fosse la pena per gli omicidi.

La cosa curiosa è che il corpo però scomparve. Da allora cominciarono a circolare leggende legate ad un fantasma senza un braccio che urlava e terrorizzava le persone lungo il Royal Mile.

Pensate che la storia sia finita qui? Non esattamente.

Nel 1965 alcuni operai che stavano ristrutturando un cottage a Dalry scoprirono uno scheletro murato e senza un braccio. Gli esperti determinarono presto che si trattava del corpo di John Chiesly, ritrovato dopo quasi 300 anni, e lo seppellirono in uno dei cimiteri della città. Il braccio mancante non fu mai ritrovato e secondo la leggenda continua a tormentare il Vicolo del Diavolo, in attesa di afferrare chiunque lo disturbi.

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Il fantasma di Annie al Mary King’s Close

Come avrete intuito sotto al Royal Mile, la via centrale della capitale, la città nasconde molti segreti, un fitto intrico di cunicoli sotterranei che nel corso dei secoli hanno rappresentato il lato oscuro di Edimburgo.

Distillerie clandestine di whiskey, covi di contrabbandieri, luoghi di perdizione, abitazioni infestate, storie di streghe e fantasmi.

Tra le vicende più tetre quella dei due killer Burke e Hare, i quali divennero procacciatori di cadaveri a pagamento per la facoltà di anatomia dell’Università di Edimburgo.

Questa zona della città non ha mai avuto vita facile e la storia lo testimonia bene. Nel 1645 Edimburgo fu colpita una grave epidemia di peste bubbonica e il Mary King’s Close fu uno dei quartieri più colpiti dal morbo. Secondo la leggenda gli accessi al vicolo furono chiusi e gli abitanti vennero murati vivi al suo interno, abbandonati al loro destino.

Non c’è da stupirsi se da allora i fenomeni paranormali si sono moltiplicati e gli spettri di quelle povere anime sono visti vagare tristemente per i close.

Uno dei close più famosi, per l’appunto il Mary King’s Close, prende il nome da Mary King, figlia dell’avvocato Alexander King, vissuto nel diciassettesimo secolo. Già a quei tempi si riteneva che quel particolare close fosse infestato da fantasmi. Bisogna ricordare che a quell’epoca la stagnante palude del Nor Loch emetteva gas dall’odore pungente che, se inalati, provocavano allucinazioni.

Dopo essere rimasto chiuso per tanti anni, nel 2003 il Mary King’s Close è stato riaperto al pubblico come attrazione turistica. Percorrendo i suoi umidi tunnel sotterranei, potrete scoprire come si viveva un tempo nella capitale scozzese. E magari potrebbe capitarvi di incontrare il fantasma di Annie. La sua è una delle leggende di Edimburgo più conosciute.

annie mary king's close

Annie era una bambina di cinque anni che ebbe la sfortuna di trovarsi presso il Mary King’s Close quando le guardie cittadine arrivarono e lo chiusero per contenere la peste. Secondo altri sensitivi invece la famiglia della bimba la abbandonò proprio perché aveva lei stessa la peste.

Qualunque fosse la sua vera storia, il malinconico fantasma di Annie si aggira solitario per i vicoli del Mary King’s Close piangendo per aver perso la sua bambola di pezza. Molti visitatori ancora oggi portano bambole, giochi o semplicemente caramelle per consolare la bimba.

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The Lone Piper

Il Castello di Edimburgo viene considerato uno dei luoghi più infestati della città, probabilmente a causa dei tanti prigionieri morti all’interno delle sue carceri.

Una delle leggende più popolari non riguarda però un detenuto. Bensì un bambino, suonatore di cornamusa, conosciuto da tutti come Lone Piper.

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Tanti secoli fa, quando scoprirono gli antichi tunnel sotto il castello, si pensò che i difensori della fortezza li avessero costruiti per collegare segretamente l’edificio ad altre parti della città. Nessuno era però così temerario da avventurarvisi.

Per scoprire quale fosse la fine di questi tunnel mandarono quindi un piccolo suonatore di cornamusa, con l’intenzione di seguire il suono della musica dall’esterno e riuscire a stabilire il percorso dei cunicoli sotterranei.

Tutto stava procedendo bene quando all’improvviso, in un punto imprecisato sotto il Royal Mile, la musica cessò. Di nuovo nessuno tra i presenti ebbe il coraggio di addentrarsi là sotto e scoprire cosa fosse successo al bambino. Decisero anzi di murare l’entrata dei sotterranei e dimenticare l’accaduto.

Ancora oggi, nelle notti più fredde e silenziose, la leggenda dice che tendendo bene l’orecchio è possibile sentire il suono di una cornamusa provenire dal sottosuolo.

ll fantasma di Bloody MacKenzie

Quale posto migliore per storie di fantasmi se non un cimitero?

«È quando l’oscurità lo avvolge che inizia la macabra danza»

Il Greyfriars Kirkyard è considerato uno dei cimiteri più infestati del mondo. Un luogo che vi ammalierà all’istante, col suo fascino gotico e romantico, i sentieri sterrati, il muschio che prende il sopravvento sulle lapidi più antiche.

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Robert Louis Stevenson, il celebre scrittore scozzese noto soprattutto per i romanzi L’Isola del Tesoro e Lo strano caso del dottor Jekyll e di Mr. Hyde, scrisse:

«Solo pochi passi separano i vivi dai morti»

E lo si intuisce bene nella nostra storia. Protagonista è Sir George MacKenzie, un avvocato del Re Carlo II d’Inghilterra. Si racconta che fosse un uomo rispettato, devoto alla famiglia e al lavoro. In pochi conoscevano il suo lato oscuro.

Il sovrano in persona affidò a George il compito di perseguitare i Covenanters, appartenenti ad un movimento religioso presbiteriano. Adiacente al cimitero sorgeva la Covenanters’ Prison, dove nel 1679 a seguito della battaglia di Bothwell Brig vennero imprigionati e torturati migliaia di Covenanters, seppelliti infine tra le mura del Greyfriars.

Furono proprio questi eventi che valsero all’avvocato il titolo di Bloody MacKenzie, ossia il Sanguinario.

Alla sua morte, nel 1691, seppellirono lo stesso MacKenzie al Greyfriars Kirkyard, in un mausoleo in pietra scura che, ironia della sorte, conteneva i resti di gran parte delle sue vittime.

cimitero greyfriars kirkyard

Si dice che il suo spirito riposò in pace fino ad una fredda notte del 1999. Un senzatetto pensò bene di cercare rifugio da una tempesta proprio all’interno del mausoleo, approfittandone per andare alla ricerca di qualche piccolo tesoro all’interno delle tombe.

Quando provò ad aprire quella del sanguinario avvocato, un buco improvviso si aprì sul pavimento, inghiottendolo e imprigionandolo tra ossa e resti umani. L’uomo fuggì terrorizzato e nessuno lo vide mai più.

Pare sia stato proprio quest’evento a risvegliare il poltergeist di MacKenzie che da quella notte non ha più smesso di terrorizzare i visitatori del cimitero, procurando loro graffi, ferite ed ematomi.

Gli eventi paranormali sono stati così numerosi da ricorrere addirittura all’intervento di un esorcista. Colin Grant tuttavia non ebbe successo nel tentativo di riportare la pace in quel luogo sacro, e anzi pochi giorni dopo la sua visita morì d’infarto.

Insomma, pare avesse ragione Stevenson quando scrisse:

«Quando l’anima di un uomo è certamente all’inferno, difficilmente il suo corpo riposerà quieto in un sepolcro, per quanto fastoso; un giorno o l’altro la porta finirà per aprirsi, e il reprobo ne uscirà avvolto nelle ripugnanti spoglie della tomba»

Leggende curiose su Edimburgo

Altra storia interessante è quella del pittore scozzese David Allan, morto nel 1796 e sepolto al cimitero di Calton, l’Old Calton Burial Ground.

Siamo sicuri però che fosse realmente morto al momento della sepoltura? Alcuni indizi fanno pensare di no.

In seguito ad un attacco di epilessia pare che Allan sprofondò in un coma che la moglie confuse per decesso. A differenza delle altre lapidi presenti nel cimitero, la sua cominciò presto a deteriorarsi. Una volta dissotterrata la bara scoprirono al suo interno diversi graffi, i quali fecero presumere che il povero pittore fosse stato sepolto vivo dalla stessa moglie.

Si dice che anche dopo la morte non abbia smesso di dipingere. Dietro la sua lapide infatti troviamo l’immagine di un volto urlante in cerca di aiuto, considerata il suo ultimo ritratto.

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Il North Bridge e le streghe

Tra i posti oscuri di Edimburgo non potevamo non citare il ponte più macabro della capitale scozzese, il North Bridge.

Il North Bridge oggi collega la Old Town con la New Town, mentre un tempo serviva ad unire le due aree della città divise dalla palude di Nor Loch.

Nei tempi bui dell’Inquisizione le donne accusate di stregoneria venivano gettate nella palude. Se annegavano significava che non erano realmente delle streghe, mentre se rimanevano a galla erano ritenute seguaci del demonio e condannate a morte. Com’è evidente la sorte di queste donne era segnata in partenza.

In seguito a questi tragici , il North Bridge assunse il nome di Ponte del Diavolo.

Nel Diciannovesimo secolo decisero di abbattere la struttura originaria per ricostruirne una più resistente, ma al momento dell’inaugurazione nessuno degli abitanti, ancora intimoriti dagli antichi retaggi magici, volle attraversarlo per primo.

Concordarono così di affibiare l’onore alla donna più vecchia della città, che sfortunatamente però morì proprio la sera prima dell’inaugurazione. A quel punto, per non scuotere ulteriormente l’animo suscettibile degli abitanti, il corpo dell’anziana donna venne posto su di una carrozza, fingendo che ella fosse ancora in vita, per farle attraversare il nuovo ponte.

L’inganno tuttavia fu smascherato e da quel giorno il North Bridge viene chiamato anche Ponte dei Morti. Ancora oggi qualche scaramantico si rifiuta di attraversarlo a piedi e non è raro che coloro intenzionati a suicidarsi lo scelgano come luogo dove compiere l’estremo gesto.

Calton Hill e le fate

Per terminare il racconto sulle leggende di Edimburgo un’ultima storia dai risvolti malinconici.

Nel Seicento si racconta vivesse a Edimburgo un bambino col potere di vedere le fate. Esse lo avevano scelto come tamburino per allietare le loro serata, e così ogni giovedì a mezzanotte si davano appuntamento sulla cima di Calton Hill.

Una sera però uomo particolarmente invidioso decise di impedire al bambino di raggiungere il luogo dell’incontro. Con una scusa riuscì a trattenerlo fin quasi a mezzanotte e quando il bambino cominciò a correre verso la collina, l’uomo lo inseguì. Ad un tratto sentì delle urla e del ragazzino non vi era più traccia.

Le fate infatti avevano deciso di farlo sparire nel nulla come punizione per non essere arrivato puntuale e non aver mantenuto la promessa.

Ancora oggi, camminando per Calton Hill alla mezzanotte di giovedì, c’è chi giura di sentire il suono di un tamburo provenire dalla cima della collina.

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Se volete scoprire altre terrificanti leggende su Edimburgo, non perdete l’occasione di prenotare un tour dei fantasmi.

E se invece siete appassionati di Harry Potter in questo articolo vi svelo tutti i luoghi della saga sparsi per la città.

La città scozzese è insomma ricca di misteri, e sarà forse per questo che ve ne innamorerete e prima di lasciarla farete la promessa di tornare.

2 thoughts on “Scozia infestata: leggende e fantasmi di Edimburgo”

  1. Anche a me è successa una cosa strana ad Edimburgo! Durante il sonno ho avuto l’impressione di volare e di vedere sotto di me uno strano corteo in costume vittoriano che andava verso un castello! Sentivo uno strano vento caldo che mi trasportava. Sono arrivata in albergo che era notte fonda e sono andata subito a letto. Al mattino quando sono andata nella sala ristorante, come sono entrata ho visto sulla parete davanti a me un grande quadro che ritraeva il corteo che avevo sognato. Saluti Maby

    1. Ciao Maby! La tua è stata davvero un’esperienza particolare! A Edimburgo si respira un’aria magica, ma a volte se certe cose non ci accadono in prima persona si fatica a crederci.
      Grazie per averla condivisa 🙂

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